Segesta: cosa vedere nell’antica città elima


Segesta purtroppo non è rientrata nei nostri piani durante il nostro tour in Sicilia di una settimana, troppe tappe, inoltre volevamo farci un po’ di mare.

Nel tour culturale per la Sicilia occidentale invece… Non potete assolutamente perdervela! Allora ecco qui tutte le informazioni su cosa vedere, come arrivare, dove parcheggiare a Segesta. Praticamente tutte le informazioni che vi servono!

Breve storia di Segesta

Segesta non è una città greca, bensì elima, ossia appartenente all’etnia indigena stanziata nella Sicilia nord occidentale, come Erice.

Però i rapporti con la Magna Grecia li ha avuti eccome, in particolare con Selinunte, con la quale ha sempre avuto dei rapporti un po’ conflittuali. Nel 409 a. C. infatti, grazie all’aiuto di Cartagine, sua preziosa alleata, Segesta distrusse Selinunte.

La città rimase alleata a Cartagine fino a che non fu conquistata dalla greca Siracusa e poi, nel 290 a. C., quando divenne città romana.

Cosa vedere a Segesta

L’antico insediamento di Segesta si trova nell’entroterra nord occidentale, non troppo lontano dalla costa, infatti consiglio di visitarla come prima tappa, se avete tempo in base agli orari del volo e se avete nel vostro itinerario l’idea di rimanere qualche giorno nei dintorni di Trapani.

C’è da dire che quando arrivate al sito o salite al teatro, vedere il tempio posizionato nella valle così, imponente… Mette addosso un bel po’ di emozione! 😍

Cosa c’è da vedere? Questa è la città “più povera” di reperti, se li mettiamo a paragone con la Valle dei Templi di Agrigento e Selinunte. Comunque la visita al parco archeologico richiede almeno un’oretta e mezza, tra tempio, teatro e abitato.

La città di Segesta era provvista di mura e porte monumentali di entrata nella città.

Il tempio dorico

Il tempio grande è stato costruito nel V a.C. sulla collina ovest, fuori dalle mura della città. Sembra un tempio greco dorico ma ci sono alcune differenze dalle solite costruzioni:

  • innanzitutto non ha un tetto (forse era un tempio senza copertura);
  • la peristasi (colonnato esterno) è di 6 colonne x 14 e non 13 come vogliono le proporzioni canoniche greche, inoltre le colonne non sono scanalate (normalmente create al termine della costruzione del tempio);
  • la cella interna non c’è, anche se sono state trovate tracce di fondazione (forse era in legno ed è andata distrutta);
  • il culto praticato è incerto;

Gli studiosi sono divisi nelle varie ipotesi: o il tempio non è stato terminato per questioni belliche (se si combatte, non si costruisce!), oppure, era un tempio ipetro, ossia senza copertura, tipico di un culto indigeno.

Al di sotto del tempio dorico, sono state trovate tracce di altre fondazioni, più antiche, forse di una costruzione sacra antistante il V a.C.

L’agorà ellenistico-romana e la casa del navarca

Arrivare alla zona alta della città, a piedi, è una bella mazzata, soprattutto se fa caldo. È situata sulla sommità del Monte Barbaro, molto più in alto di dove si trova il tempio dorico. Vi consiglio di prendere una navetta che, al costo di 1,50 euro, vi porta fino in cima.

Prima di arrivare al teatro troverete dei resti di un’antica agorà (piazza principale della città) ellenistico-romana e di una casa detta del navarca, viste alcune decorazioni di prue di nave.

Il teatro

Il teatro è veramente suggestivo e d’impatto: star seduti sui gradoni ammirando il panorama di fronte a voi, davvero non ha prezzo. Pensate, d’estate il teatro ospita numerosi eventi, tra spettacoli e musica. E, credetemi, l’acustica è spettacolare (mentre eravamo lì, un gruppo musicale stava facendo delle prove).

L’antico teatro era orientato a nord e guardava il Golfo di Castellammare. Non è stato costruito direttamente sulla roccia ma la cavea (i gradoni, dove si siedono gli spettatori) è sorretta da muri di contenimento. Ai lati dell’orchestra (la zona dove si muove il coro) c’erano dei corridoi che permettevano il passaggio sotterraneo degli attori.
Purtroppo della scena rimane giusto qualche blocco, ma nient’altro.

La chiesa, il castello normanno-svevo e l’antica moschea

Proseguite il percorso nel parco, proprio dietro al teatro troverete i resti di una chiesa e un antico castello normanno-svevo, testimonianza che la città probabilmente non fu proprio abbandonata, anche dopo l’avvento dei Vandali. Ci sono dei resti anche di una moschea, quando l’abitato era nelle mani degli arabi, dopo la conquista della Sicilia, nell’827 d.C.

I resti, purtroppo, non sono ben comprensibili ma ci sono dei pannelli esplicativi che mostrano le varie strutture.

Info utili

Come arrivare a Segesta

Se arrivate dall’autostrada Palermo-Mazara del Vallo (A29) c’è proprio l’uscita Segesta, poi seguite i cartelli fino al parco.

Dove parcheggiare a Segesta

Appena arrivati ci sarà un grande parcheggio sulla sinistra. Per le auto costa 5€, per la moto 3€ mentre il camper 7€ (tariffe valide fino alla fine di ottobre 2019).

Quanto dura la visita a Segesta

Tra la visita del tempio, del teatro e dell’abitato antico, vien via almeno un’ora e mezza, fate due ore se ci tenete a fare delle belle foto e siete fissati come me.

Quanto costa la visita al Parco Archeologico di Segesta

Il biglietto costa 6 euro a persona.
Se poi acquistate i biglietti per la navetta per salire all’acropoli, pagherete ulteriori 1,50 euro (si fa a bordo).

Altre info

Vicino alla biglietteria e al sentiero che porta al Tempio Dorico ci sono dei bagni gratuiti.

Vi lascio qui il sito ufficiale del parco archeologico di Segesta.


Spero vi sia stato utile questo articolo sulla visita di Segesta, se pensate possa interessare anche a qualche amico, condividitelo pure, a me fa piacere.

A presto,

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