La fotografia come strumento di meditazione 2


Qualche mese fa, in un momento in cui avevo voglia di stare sul divano a rilassarmi, ho acceso Netflix ed ho cercato la sezione “Documentari”, imbattendomi nella serie “Racconti di luce“: si tratta di reportage di fotografi famosi che portano l’osservatore con loro in giro per il globo, a scoprire il loro lavoro e la loro filosofia di vita.

Fonte: www.netflixlovers.it

 

Ne ho guardati diversi, ma quello in particolare dedicato alla fotografa Krystel Wright mi ha folgorata. Una donna meravigliosa che mi ha catapultato nel suo mondo in poco più di un’ora, ed ha terminato il documentario con questa frase:

“QUANDO FOTOGRAFO NON PENSO A NIENTE, LO FACCIO E BASTA. FOTOGRAFARE AIUTA A FARE FOCUS NELLA MENTE, CANCELLARE LE DISTRAZIONI E PENSARE SOLO A QUEL MOMENTO”

Krystel Wright – Fotografa

 

Sono rimasta letteralmente impietrita. Avete presente quando vi arriva come un flash, un’intuizione, un momento in cui tutta la vostra confusione mentale diventa improvvisamente chiara e trasparente? In psicologia si chiama “insight“, il momento intuitivo.

Il momento in cui acquisite consapevolezza.

Consapevolezza che anche per me la fotografia è questo: pensare al presente, solo a fotografare, a catturare il momento, a viverlo (anche se a detta di molti fotografando si perde l’attimo, si perde il momento vissuto perchè si è impegnati a scattare, sono parzialmente d’accordo). A riviverlo più volte ogni volta che riguardo lo scatto.

 

Vi ricordate il mio vecchio post dove ho spiegato cos’è la meditazione? Ecco.

Fotografare per me è un momento di meditazione.

 

Torre San Giovanni, 2012 (Photo credit: Rossana Pellegatta)

 

fotografare meditazione roma

Roma, 2016 (Photo credit: Barbara Arrigoni)

 

verona castel san pietro

Fotografando a Verona, 2016

 

E voi, appassionati di fotografia, cosa ne pensate?

 

Un abbraccio,

Alessandra


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2 commenti su “La fotografia come strumento di meditazione

  • Filippo Manini

    Spunto assolutamente affascinante.
    Sto cercando di definire il mio stile fotografico, una ricerca infinita.
    La fotografia mi chiede di essere ricettivo.
    L’essere ricettivo deve essere rivolto sia all’interno, sia all’esterno.
    Ma
    l’attenzione va rivolta al singolo istante che accade nella sua impermanenza
    scremato
    dal pregiudizio mentale che io, in quanto io cartesiano, schiavo del cogito,
    tendo a sovrapporgli.
    Ricettivo al reale accadere.
    Una sorta di illuminazione.
    la fotografia è meditazione.

    • Alessandra - Appunti di Consapevolezza L'autore dell'articolo

      Buongiorno Filippo e benvenuto nel mio blog!
      Son contenta che abbia trovato nel mio articolo uno spunto interessante.
      Spero che tu possa trovare il tuo stile fotografico, ma con calma, con ricerca, concentrazione ed introspezione.
      Buona ricerca!