Gubbio: impressioni e pensieri


Si sente spesso parlare di Gubbio, le mie cugine conoscono bene la fiction di Don Matteo, girata nel borgo per diverse stagioni. Ecco, io invece di Gubbio ne ho sentito parlare per diversi altri motivi:

  • ha l’albero di Natale più grande al mondo;
  • nel Museo Civico sono conservate le Tavole Iuguvine;
  • è conosciuta come la “Città dei Matti”;
  • in generale dicono che sia un bel borgo da girare e che si mangi divinamente.


Un conto però è sentir dire, un conto è andarci ed avere una propria opinione.
Grazie ai miei genitori che mi han portato con loro in queste feste natalizie, ho potuto farmi un’idea mia e mi sento pronta a condividere con voi le mie impressioni e pensieri. Per due giorni abbiamo girato tra le vie, vedendo Gubbio sia di giorno (tra la nebbia ed una pioggerellina fitta) che di sera (tutta addobbata con le sue lucine meravigliose): sono convinta che sia un borgo unico che non potete assolutamente perdere.

Arroccato sul Monte Ingino, Gubbio è un borgo “a 3 livelli”, per girarlo tutto dovrete fare i conti con le scale, tante scale, su e giù (più una funivia!). Per chi ha problemi a camminare invece ci sono ben due ascensori che collegano il primo al secondo livello (da via della Repubblica a Piazza Grande), ed il secondo al terzo (da Piazza Grande al Duomo e Palazzo Ducale).

Passeggiare per Gubbio è un’esperienza a 360 gradi, dove tutti i vostri sensi verranno stimolati all’inverosimile.

Preparatevi a far impazzire il vostro olfatto mentre distinguerà i vari profumi di salumi misti a quello del tartufo fresco, al profumo della crescia appena fatta, oppure al profumo dei dolci di pasticceria, quello d’incenso nelle tante chiese da visitare (prima fra tutti, la Chiesa di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio e protettore della città dai terremoti).

Preparate la vostra vista ad ammirare paesaggi a perdita d’occhio (quando non c’è nebbia), a meravigliarvi di fronte alle Tavole Iuguvine, testimonianza di una presenza preromana, a guardare i tanti addobbi natalizi, i led accecanti della ruota panoramica e dell’albero sulla montagna, le lucine colorate di Piazza San Giovanni e le pietre antiche e grigie dei vicoli, intervallate da vasi fioriti e vespe azzurre.

Preparate il tatto a conoscere l’acqua della fontana del Bargello, quando vi bagnerete e ci girerete intorno per tre volte (poi sarete ufficialmente “matti”), preparate le mani a reggere la macchina fotografica e le dita per scattare centinaia e centinaia di foto.

E che dire delle canzoni natalizie mentre passeggiate tra le vie? Oppure al contrario, al silenzio ovattato in una giornata nebbiosa…il vostro udito vi ringrazierà e sperimenterete cosa vuol dire osservare in silenzio. Potreste scoprire un sacco di cose!

E veniamo all’ultimo senso: le vostre papille gustative saranno sempre in festa, non ne avranno mai abbastanza e dovrete sforzarvi a non mangiare in continuazione. L’Umbria si sa, non lascia spazio alle diete: i salumi ed i formaggi della zona vanno alla grande come anche i tagliolini al tartufo freschi o l’imbrecciata (la tipica zuppa di legumi), e che dire quando i salumi finiscono nella crescia (il famoso pane umbro vagamente somigliante ad una piadina)? E le degustazioni di vino (magari un Montefalco), dove le mettiamo?

Se tutto questo accadrà anche a voi (e fidatevi, se ci andrete, accadrà, non ho dubbi), a Gubbio ci lascerete anche un pezzettino di cuore.

Non vedo l’ora di tornarci in primavera o estate, quando la temperatura sarà più gradevole ed i colori dei paesaggi più accesi. Però lasciatemi dire una cosa.

A Natale…Gubbio ha sprigionato la sua magia.

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