Georgia e Armenia: pensieri di ritorno dal viaggio


Ci ho messo un po’ per scrivere questo articolo. Ultimamente sto facendo fatica col blog, ma non perché non mi va di scrivere, ma perché ho necessità di far sedimentare le emozioni prima di potervele raccontare. Vi capita mai di provare emozioni forti e non riuscire a trovare le parole, o meglio non subito? A me si, molto spesso (è anche per questo motivo che non ho ancora scritto di Venezia, né degli isolotti vicini). Ho bisogno di tempo, riguardare e riguardare le foto, i video, ed estrapolare ciò che ho dentro per farlo poi arrivare a voi ❤️

Pregiudizi prima di partire

Non sono partita a cuor leggero per questo viaggio: ero piena di pregiudizi riguardo questi luoghi. Pensavo infatti che avrei trovato spesso architetture e palazzi sovietici (non sono attirata per niente da quella parte di mondo, mi dispiace). É bastato passeggiare per Tbilisi per accorgermi che stavo sbagliando clamorosamente.

Vista di Tbilisi dalla Fortezza

 

Impressioni e pensieri appena tornata

La Natura come elemento preponderante del viaggio

Abbiamo visitato villaggi, monasteri ed attraversato il Massiccio del Caucaso da nord a sud…quindi ciò che ho vissuto di più è stata la grandezza della Natura, in tutte le sue forme. Sul mio account Instagram sto pubblicando tantissime fotografie dei paesaggi naturali che abbiamo incontrato, se volete potete seguirmi anche da lì 🙂

Ho sentito maggiormente il contatto con la Natura molto più in Georgia che in Armenia, forse perché in Georgia abbiamo passato diverso tempo viaggiando tra le montagne per raggiungere le varie tappe. Inoltre abbiamo alloggiato ogni sera in hotel differenti ed ognuno si trovava in un luogo verde, pieno di boschi ed alberi (a Tsaltubo ho dovuto chiudere le finestre dalla disperazione, avevo un concerto di rospi praticamente sotto il mio balcone!). Le città rupestri di Uplistsikhe e Vardzia erano immerse in paesaggi mozzafiato, passeggiare poi tra le altissime Grotte di Prometeo con il naso all’insù è stato davvero emozionante!

Città rupestre di Uplistsikhe

 

Fiori di campo alla fortezza di Rabati, Akhalstsikhe

 

Grotte di Prometeo, Georgia

 

Vardzia, città rupestre

Ricordo distintamente l’ultimo risveglio in Georgia: è stato a Vardzia, in un resort da sogno, dove una piscina a sfioro lanciava i nostri sguardi verso le montagne di fronte a noi. Dietro il resort, salendo le scale, si potevano scorgere delle piccole caverne scavate nella roccia ed una chiesettina minuscola, fiori di campo ed orti coltivati dalla gente del posto. Poi il continuo rumore del fiume sottostante era la perfetta base musicale per rilassarsi…ho meditato lungo la piscina, prima di fare colazione: è stato un buongiorno che non dimenticherò mai.

Piscina a sfioro, Vardzia Resort

In Armenia invece abbiamo alloggiato in centro a Yerevan, la capitale: questo ci ha privato di godere appieno la natura ed i paesaggi naturali armeni (che confermo essere magnifici, in particolare avvicinandosi a Noravank e Garni). Di contro, abbiamo conosciuto meglio la città, nel mio caso, uscivo ogni volta che potevo per poter scoprire qualche chicca in più, come per esempio la Moschea Blu o i porticati pieni di dipinti!

Moschea Blu, Yerevan

Quello che posso dire in particolare della Natura armena è che è piena di fiori di campo: sarà stato il periodo in cui siamo andati (fine giugno), ma ne spuntavano tantissimi e di tutti i colori, soprattutto lungo il lago Sevan… abbiamo ammirato i fiordalisi (qui in Italia non ne vedo più) e tanti altri fiori di cui non so il nome, ma ogni volta era una scoperta, e per me, un’ispirazione per fotografare ancora, e ancora, e ancora!

Le città

Le uniche città che abbiamo toccato sono state Tbilisi e Kutaisi in Georgia, Yerevan in Armenia: città completamente diverse l’una dall’altra, che mi han lasciato la voglia di tornare da sola e scoprirle come si deve. Si sa, con un gruppo al seguito non si può seguire il cuore al cento per cento, così mi sono ritrovata ad elencare sul mio taccuino di viaggio un sacco di motivi per voler tornare.

Tbilisi, la capitale della Georgia, l’ho trovata con un’anima ancora antica, rivolta verso il futuro, ma sempre mantenendo la sua autenticità e mostrando la sua lunga storia. Purtroppo ho visitato pochissimo di questa città per poterne dare un’impressione a 360°, quindi vi dirò solo che mi è piaciuta molto e che vorrò tornare assolutamente per poterla comprendere meglio.

Tbilisi, la città vecchia, sullo sfondo la Fortezza

 

Panorama dalla Fortezza sulla città di Tbilisi ed il fiume Mtkvari

 

Angoletti belli di Tbilisi

Kutaisi è una cittadina che ho visto pochissimo, giusto per andare a pranzo, ma ho trovato ugualmente degli angoletti carini da fotografare, come diversi murales dipinti lungo le pareti di una scuola!

     

A Yerevan sí invece che ho trovato diversi edifici sovietici (moltissimi fatiscenti, che cadevano a pezzi e con tetti in Eternit, altri invece super nuovi o comunque ristrutturati, lì si usa molto il tufo), ma ho trovato anche tanto altro, segno che l’Armenia in particolare voglia avvicinarsi all’Europa. Caffè carinissimi, ristorantini, negozietti, gelaterie…

La maggiorparte delle vie del centro, Piazza della Repubblica, la zona delle “Cascate”, sono piene di palazzi nuovi, maestosi e moderni. L’impressione è proprio quella di trovarsi in una città o capitale europea, però a mio modestissimo parere, dietro a quell’impressione di città si scorge ancora povertà e degrado (basti pensare che il 30% della popolazione è disoccupata). Nonostante questo, ho amato tantissimo Yerevan: ci sono tanti giovani, si avverte allegria nelle strade (parlo sempre del centro), la gente è gentile (anche se non parlo russo!), vorrei tornare al più presto per scoprire i dintorni!

Yerevan, la vista della città dalla mia camera d’hotel

 

Yerevan, Piazza della Repubblica

 

Yerevan, complesso delle “Cascate”

 

Qualche isolato dietro le “Cascate”

 

I monasteri ed i complessi fortificati

Ogni monastero e/o complesso fortificato che abbiamo visitato, sia in Georgia che Armenia, ha lasciato il segno.

Ognuno con le sue caratteristiche, i suoi dipinti (pochi), le sue tradizioni e leggende (tante) ed i suoi riti di culto. In ogni luogo si percepiva tutta la sua storia, emanavano una propria energia, alcuni luoghi si sentiva molto forte (come a Gergeti in Georgia), alcune un po’ meno, ed io? Sempre incantata ad ascoltare le guide ed a scrivere come se non ci fosse un domani sul taccuino, per non perdere nulla, si sa…verba volant, scripta manent.

Noravank, Armenia

 

Complesso fortificato di Ananuri, Georgia

 

Khor Virap, Armenia, sullo sfondo, il Monte Ararat che oggi si trova in Turchia

Vedere quei monasteri arroccati sulle montagne o scavati nella roccia, percepire in ogni pietra la fatica che l’uomo ha provato per poter erigere quelle meraviglie, gli incontri con i monaci o sacerdoti che, in silenzio, vegliavano agli ingressi delle chiese.

E poi ancora…ammirare i panorami infiniti che si stagliavano tutto intorno ai nostri occhi, dalle gole profonde scavate dai fiumi georgiani, dalle vette altissime del Caucaso al lago Sevan. In particolare, è stato parecchio emozionante quando ci trovavamo al monastero di Gergeti (Georgia), ad un certo punto abbiamo scorto il Monte Kazbeg affacciarsi attraverso un piccolo squarcio nel cielo, contemplarlo pochi secondi prima che sparisse del tutto tra le nubi…

Monastero di Gergeti, Georgia

 

Monastero di Jvari visto dal complesso di Svetiskhoveli, Georgia

 

La sicurezza in Georgia ed Armenia: le mie impressioni

Ho percepito sicurezza in entrambi i paesi, non mi sono mai sentita in pericolo anche quando giravo da sola, la polizia è ovunque.

La situazione politica armena è appena stata sbloccata (c’è stata da qualche mese una grande rivoluzione che ha ribaltato il vecchio e corrotto governo) ma i confini con Turchia ed Azerbaigian sono chiusi, vista la situazione molto delicata (con i Turchi per la questione del genocidio -di cui parlerò a tempo debito-, con gli Azeri perchè minacciano di attaccare militarmente il paese), ma nonostante questo ho percepito un senso di sicurezza.

Però ho avvertito un po’ di disagio quando eravamo per strada, soprattutto in Georgia: la strada che da Tbilisi porta a Kutaisi si muove lungo una strada tortuosa attraverso le montagne, dove camion ed auto si superano a vicenda (anche in curva) provocando spesso incidenti. Noi stessi abbiamo rischiato due volte un frontale perchè i veicoli superano andando nell’altra corsia per poi all’ultimo rientrare nella loro.

Inoltre è bene guidare con molta prudenza anche perchè spesso si trovano mucche (e altri animali) in strada! Sono simpaticissime e molto curiose (alcune non si spostano nemmeno se gli suoni!), però ecco…fate attenzione!

 

Conclusioni

Questo viaggio mi ha inaspettatamente aiutato a cambiare alcune parti di me (lavorativamente parlando, perchè vi ricordo…questo viaggio era di lavoro, non una vacanza…). Mi ha insegnato a non partire con i pregiudizi (o almeno provarci), mi ha mostrato alcune parti di mondo che non mi sarei sognata di vedere almeno per un po’, mi ha aperto gli occhi su alcune questioni storico-politiche della zona, levandomi le fette di prosciutto dagli occhi. Mi ha insegnato ancora di più quanto è bella la condivisione, quanto è bello essere se stessi e che, se sei felice dentro, si vede anche fuori.

Pazzesco, cosa può fare un viaggio, vero?

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Ho scritto un papiro, ma non voglio tralasciare mai nulla quando scrivo, voglio scrivere tutto, ma proprio tutto quello che ho sentito, o meglio…che in questo momento sento di poter tirar fuori e condividerlo con voi.

Il blog per me è una cura, e per voi una chiave per aprire il prossimo angolo di mondo che visiterete (o anche solo per curiosarci dentro). 

A presto con tanti altri articoli sulla Georgia ed Armenia, chissà quando usciranno, visto che tra poche settimane sarò in partenza per le vacanze, e poi per un altro viaggio che sarà più un percorso interiore che uno spostamento vero e proprio 😀 …ma non voglio pensare a tutte queste cose! Voglio godermi i giorni prima della partenza con calma, senza l’ansia che non fa altro che togliermi energie… in ogni caso, non vedo l’ora di svelarvi tutto!

Per il momento vi mando un grande abbraccio,

Alessandra

 

 

 

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