Il Parco delle Groane – visita all’Ex-Polveriera


Il Parco delle Groane copre diversi comuni della provincia di Milano e dista circa 20-25 minuti d’auto da casa mia. Ci sono andata solo una volta l’estate scorsa, quando abbiamo portato un nostro amico peloso in passeggiata, e ci hanno massacrato le zanzare.

Mai più d’estate (spero di ricredermi).

Ma a fine ottobre le zanzare non ci sono, giusto?! Ecco perchè senza pensarci due volte, su invito dell’associazione Igers Lombardia, ho partecipato ad un InstaWalk per conoscere in particolare la zona della Polveriera, tra Solaro e Ceriano. Non potevo lasciarmi sfuggire questa occasione per ammirare i colori dell’autunno e saperne di più sulla storia del Parco.

Venite con me?

           

 

Breve storia della Polveriera nel Parco delle Groane

Un terreno difficile quello delle Groane, bistrattato dagli agricoltori e frequentato, secondo le leggende, da briganti e cacciatori. Il luogo suscitò l’interesse degli Austriaci, i quali iniziarono a considerare la zona utile ai fini strategici (abbiamo testimonianze di stampe del XIX secolo decorate ad acquerello).

Nel 1914 la zona divenne un deposito di munizioni a servizio dell’Esercito tedesco di stanza a Milano: di lì passavano due binari di servizio collegati alla vecchia stazione di Saronno-Seregno. I resti degli antichi binari (con base di ciottoli ma senza le rotaie) sono ancora visibili in alcuni punti del Parco (ovviamente senza l’aiuto delle guide col cavolo che me ne sarei accorta!).

Tracce dei binari, Parco delle Groane

Tracce dei binari, Parco delle Groane

Entrando nell’area della Polveriera sembra di infilarsi in un ossimoro: si assiste ad una convivenza tra natura pacifica ed architettura di guerra. Tra casematte e luoghi in cui le bombe venivano fabbricate e stoccate, tra foglie multicolori fotografavo e passeggiavo in silenzio, per quanto possibile. Si percepiva, in tutto il sentiero ad anello che abbiamo percorso, tutta l’energia della storia passata.

Qui si fabbricavano e si conservavano munizioni (bombe, granate, ecc…).
Qui prendevano vita strumenti di morte.

Alcuni punti del Parco urlano ancora oggi molto forte, sanno di guerra, di distruzione, sanno di bombe esplose ed inesplose (alcune scoperte anni fa grazie ad alcune bonifiche), e riportano alla mente le vite distrutte ed desiderio di libertà in un periodo orrendo della nostra storia mondiale. A volte ci si chiede come tra questi boschi meravigliosi si potessero nascondere tali luoghi, eppure proprio perchè nascosti erano di alto valore strategico.

Il bombardamento del 25 Dicembre 1944

Complici anche i racconti delle GEV (Guide Ecologiche Volontarie) che ci accompagnavano nei punti salienti della Polveriera, abbiamo potuto scoprire di più cosa succedeva qui, in particolare durante la Seconda Guerra Mondiale.

I binari presenti nella Polveriera hanno attirato l’attenzione della Resistenza che avvertì l’aviazione inglese di un punto strategico tedesco. Un primo attacco fu sferrato nel 1943, ma il giorno di Natale del 1944 ci fu il bombardamento che finì nella storia: gli ignari abitanti della zona sentirono diversi boati, e la zona della Polveriera tra Ceriano e Solaro iniziò a prendere fuoco. Venne sgomberata la zona, anche perchè il bombardamento durò fino al mattino successivo (persino da Milano si poteva scorgere ciò che succedeva nelle Groane).

Ancora oggi si vedono degli ampi avvallamenti che testimoniano la caduta delle bombe sulle casematte.
Nota positiva: la Natura si sta pian piano riprendendo ciò che è suo.

 

Tracce di bombardamento, ora quasi impercettibile

 

Le casematte

Le casematte sono dei fabbricati in cemento armato a prova di bomba, se ne trovano tantissime all’interno della Polveriera: alcune sono in buono stato, altre diroccate e mezze distrutte. Non si possono visitare all’interno perchè pericolanti (da notare i cartelli del Ministero della Difesa che vietano assolutamente anche solo di avvicinarsi).

La consapevolezza di ciò che è accaduto qui mi ha lasciato un po’ di angoscia nel cuore (e la paura che in un futuro prossimo potremmo essere di nuovo in guerra, se il genere umano non si darà una calmata).

 

      

La Natura nella zona della Polveriera

La Natura è la grande protagonista del Parco: nella zona della Polveriera si possono ammirare tutte le peculiarità del Parco, dalla brughiera ad un laghetto, dai querceti (sia americani che europei) agli scoiattolini europei (rossi e con i ciuffetti sulle orecchie, quello grigio – americano – non c’è e non deve entrare nel Parco!), e molto, molto altro.

Passeggiando lungo il sentiero ad anello si scorgono anche delle tavolette intagliate di legno con i nomi delle piante: è veramente piacevole passare del tempo qui (due ore sono volate!).

 

Il progetto museale

Il presidente dell’Ente Parco ci ha spiegato il grande progetto che si vorrebbe realizzare nell’Ex-Polveriera: far diventare questo luogo come un museo a cielo aperto, dove ai visitatori sarà permesso di entrare nelle casematte (opportunamente restaurate e progettate come ambienti museali) per documentarsi e scoprire la storia della zona, la sua Natura e la sua preziosità, per diventare più consapevoli e rispettare l’ambiente. Mi auguro con tutto il cuore che questo nobile progetto diventi presto realtà.

Il “Bosco dei Giusti” della Brianza

Vicino alla sede del Consorzio troverete questo parco, inaugurato nel 2010 da Gariwo Onlus, Associazione Senza Confini e dall’Ente Parco Groane: fu istituito in onore di coloro che si sono distinti per la loro resistenza morale nel Novecento, i Giusti, appunto. La nostra passeggiata finisce qui, ma la mia voglia di tornare nel Parco delle Groane è davvero forte, spero di avervi incuriosito ed aver fatto venir voglia anche a voi di passare qui.

 

Visitare la Polveriera: info utili

  • La Polveriera è chiusa al pubblico tranne il sabato pomeriggio dalle 15 per le visite guidate (solo su prenotazione). L’accesso al Parco invece è aperto al pubblico tutti i giorni;

  • l’indirizzo preciso è “Via della Polveriera 2, Solaro“, dove c’è la sede del Consorzio Parco Groane, ma non si è autorizzati ad entrare con l’auto;

  • Ci sono dei parcheggi a circa 500 metri (presso il “Groane Center”) o a 200 metri (dal benzinaio), ma fate molta attenzione a raggiungere il punto d’ingresso al Parco perchè non ci sono marciapiedi, conviene attraversare la strada e raggiungere l’entrata dal sentiero;

 

 

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