Nostalgia di casa 2


In questo momento mi trovo sul divano, sola, in casa dei miei, con una bella copertina calda che mi avvolge le gambe, l’albero di Natale che scintilla e la musica rilassante di sottofondo. Fa molto hygge, vero?
Dovrei scrivere (ancora) di Madrid, di Trieste, di un sacco di cose…ma in questo momento ho un forte sentimento dentro, sto facendo fatica a trattenerlo e sento un grande desiderio di scriverne.

Sarà che sono sola soletta senza i miei, sarà che sono lontana da Marco, ma ho una forte nostalgia.

Nostalgia di casa.

Alcune persone che mi leggono sanno dove abito ora, a Cinisello Balsamo. Ma vi chiederete quindi se provo nostalgia di Cinisello ora che mi sono trasferita per tre settimane qui in Brianza. La risposta è “si e no”.

Sto provando davvero dei sentimenti contrastanti che non mi sono mai venuti fuori prima, o forse erano sotto sotto, molto sotto dentro di me. Per diverso tempo ho pianto quando mi sono trasferita dalla Brianza verso l’hinterland milanese. Ho decantato le lodi della Brianza in lungo ed in largo (ci ho scritto anche un post, l’ABC della mia Brianza), il fatto che non potessi raggiungere quando volevo il mio amato fiume Adda, i weekend sul lago di Lecco, una cioccolata sul lungofiume di Brivio, le sagre di paese, le ore in mezzo alla natura a fotografare, i venerdì sera con le mie amiche di Bergamo…tutto questo (e non solo) mi mancava tantissimo ed ho sofferto tanto.

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lungolago-di-lecco

Ma poi ho iniziato ad abituarmi alla “vita cittadina”: a scendere sotto casa e trovare tutto, bar, lavanderie, supermercati…piano piano ho iniziato a trovare qualche amico con cui condividere del tempo, ho iniziato a frequentare di più Milano, una città che amo immensamente e che posso frequentare fino a tardi, non ho più l’ansia di quando dovevo sottostare agli orari di Trenord. Certo, non ho ciò che avevo in Brianza, ma ho altro, ho iniziato così ad apprezzare le piccole cose di Cinisello e dintorni: il Parco Nord a Bresso, il Parco al Lago di Paderno Dugnano, il Parco delle Groane, il bar della biblioteca, la pasticceria Domenica, Villa Ghirlanda, i murales che spuntano nuovi ogni tanto… Ormai tengo molto a questo paese che chiamo affettuosamente Ciny. Sto iniziando a costruirmi una vita qui.

parco-nord-bresso   street-art-cinisello-balsamo      parco-al-lago-paderno-dugnano

villa-ghirlanda-cinisello-balsamo

Ma l’altro giorno, prima di essere ricevuta dal mio medico curante in Brianza, ho assistito ad un’alba meravigliosa, un momento che non vivevo da tanto, tanto tempo. Un’alba brianzola unica, colorata, con qualche nuvola ed un vento fresco e secco. Un’alba che a Cinisello mi posso scordare, visto che davanti alle mie finestre vedo solo palazzi.

Mi manca la mia casa in Brianza.

Mi mancano i miei, anche se ci sentiamo 3142 volte al giorno.

Mi manca la Natura, gli uccellini che cantano al mattino, Montevecchia, le passeggiate sull’Adda, i tramonti mozzafiato dal giardino. Mi mancano le piccole cose che vivevo nel mio paesello di 6000 abitanti. Con i miei (pochi ma buoni) amici robbiatesi e dei dintorni non ci vediamo ormai quasi più: mi mancano le serate a casa di Sara, le colazioni e lo shopping con Davide, i pranzi con Paola, i momenti goliardici in compagnia alle sagre o ai rifugi…

       

Non che non possa più fare tutto questo, ma sicuramente il tempo è più ridotto ed ho l’impressione di perdermi dei momenti fondamentali di questa vita brianzola. E poi, si sa…le strade si dividono, rimangono solo i bei ricordi. “Ah, bei tempi…” chi non l’ha mai detto?!

Contemporaneamente, mi manca Marco e la nostra vita a Ciny.

Se tornassi in Brianza mi mancherebbe la mia vita con Marco, le nostre idee su cosa cucinare, le coccoline sul divano, i momenti passati con la sua meravigliosa famiglia, le panzerottate, le passeggiate tra i viali di pioppi del Parco Nord, il tempo (seppur poco) con i nuovi amici, lo yoga con Alda ecc…

        

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Ho il cuore diviso tra due luoghi.
É una cosa mai successa e mi fa soffrire molto perchè non voglio scegliere.

 

Quando si torna da un viaggio spesso ci si ritrova a dire “ci ho lasciato il cuore”: è vero, non è una menzogna, ma lì lasci solo qualche frammento della tua vita, non anni ed anni.

Sto pensando a chi si è trasferito in un’altra città o addirittura in un altra nazione o continente, lontano dagli affetti più cari e dalle solite abitudini.

Vi ammiro tanto, ma tanto tanto.

Ma in fondo…devo scegliere davvero? É possibile dividere il proprio cuore in due o più luoghi?
Ditemi la vostra, se avete voglia di condividere un po’ dei vostri pensieri personali in questo mio spazietto virtuale.

Un abbraccio,

Ale

 

 

 

 


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2 commenti su “Nostalgia di casa

  • robisceri

    Ho sempre dovuto traslocare nella mia vita, soprattutto quando ero piccola. Ma la vera botta l’ho presa quando me ne sono andata di casa a 23 anni. Dalla campagna toscana a Taranto per amore. La mancanza che provano era lacerante. Mi mancavano i miei genitori e i miei fratelli. Sicuramente, se potessi tornare indietro, rimanderei il momento dell’indipendenza. Credo che ognuno abbia i propri tempi ma in questo caso di parlo di centinaia di chilometri… Un abbraccio 💙

    • Alessandra - Appunti di Consapevolezza L'autore dell'articolo

      Cavoli che cambiamento drastico di vita hai fatto! Si si certo, ognuno ha i propri tempi, però a volte esistono dei sogni (o l’amore) da seguire che si trovano lontano da casa, quindi ci si trova a spostarsi più per necessità che non per un desiderio.
      Un abbraccio a te Roby :*