Ho incontrato e conosciuto il Buddha 4


Ho conosciuto il Buddha. Non so dire di preciso quando, nel 2008 o nel 2009 non ricordo bene, ma sicuro ricordo che era la mia prima lezione di yoga in assoluto: la mia insegnante placida, serena e sorridente ci leggeva un passo tratto da uno dei libri di Thich Naht Hahn, un monaco buddhista vietnamita. non sapevo che poi avrei iniziato a leggere tanti dei suoi libri, e che ora lo considero un maestro di vita. Thich Naht Hahn parla sempre del Buddha e dei suoi insegnamenti, e la cosa bella che dice spesso è che, come anche afferma il Dalai Lama, non ha importanza essere buddhisti, cristiani o altro, l’importante è vivere nel qui ed ora, e che bisogna coltivare l’amore per se stessi e per gli altri, in fondo, amare è la nostra natura più profonda.

Thich Nhat Hahn mentre dipinge (Fonte: http://www.thichnhathanhcalligraphy.org)

 

Buddha mi ha sempre accompagnato in questi anni di pratica yoga, e due anni fa l’ho conosciuto ancor di più quando incominciai ad avvicinarmi alla meditazione Vipassana. Ma non l’avevo mai incontrato, fino ad un anno fa.

Si, ho incontrato il Buddha.
In Thailandia.

Appena arrivata, un po’ rimbecillita dal viaggio avevo lasciato tutto in ostello e mi ero messa in cammino verso la Golden Mountain, in attesa che il mio posto in dormitorio fosse pronto. Non che mi aspettassi chissà cosa, avevo letto nelle guide che era un tempio più turistico che altro, eppure… arrivai e vidi diversi thailandesi entrare.
Pagai la mia quota e subito venni rapita da queste liane che scendevano giù come a volermi incantare e farmi volgere lo sguardo in alto.

Golden Mountain Bangkok

Iniziai a percorrere i 344 gradini, lentamente. E’ incredibile come tutto si fosse rallentato e placato. Ero attratta da una sorta di magia. Fuori il caos, il traffico, i clacson. Dentro la pace, il tintinnio delle campane che il vento ed i pellegrini facevano risuonare durante il loro cammino. E piano piano anche il mio respiro si faceva più calmo. Dentro, fuori. Mi ritrovai così a fare una meditazione camminata in quel tempio magico, così, in maniera naturale.

Arrivai in alto, tolsi le scarpe ed entrai. I thai erano in preghiera, li guardavo mentre compivano i loro riti, alcuni avevano degli smartphone in mano, li osservavo, senza giudizio. C’era una statua del Buddha riempito di fogli dorati, andai avanti e vidi tantissime altre statuette, poi ancora…sette statuette del Buddha in diverse posizioni, una per ogni giorno della settimana. Continuavo ad osservare, ascoltare, stare in silenzio, senza giudizio. Ero come in trance. Uscii poi nella parte esterna del tempio e vidi un panorama di Bangkok dall’alto, da levare il fiato.

Golden Mountain, Bangkok

Il pomeriggio, dopo essermi sistemata in ostello, sono andata al Wat Suthat, e sono rimasta mezz’ora davanti alla statua del Buddha: l’ho guardato placido e pacifico, che mi sorrideva nella posizione del mezzo loto.
Al tramonto ho poi incontrato il Buddha Reclinato del Wat Pho, 46 metri di statua, questa volta sono rimasta a bocca aperta, ma con gli occhi sognanti: un misto di stupore, pace, ammirazione, contemplazione.

 

Wat Suthat, Bangkok

Wat Suthat, Bangkok

 

Reclining Buddha, Wat Pho, Bangkok

Buddha Reclinato, Wat Pho, Bangkok

Il secondo giorno a Bangkok ho camminato velocemente per vedere tutto quello che mi ero prefissata di vedere, ho incontrato tanti altri Buddha, tra cui quello del Wat Phra Kaew, il Buddha di Smeraldo, molto venerato dai Thai e non solo, ma complice la troppa affluenza di gente, non sono riuscita ad incontrarlo da vicino. La sera, mentre ero di ritorno in ostello, finii in un tempio di cui ancora adesso non conosco il nome , dove stavano ancora festeggiando il capodanno cinese, entrai e chiesi ad una signora – in inglese – se il tempio fosse ancora aperto, erano le 21. La signora mi invitò ad entrare con lei e mi insegnò letteralmente a pregare il Buddha: gli inchini, le offerte, ed i suoni dei gong o delle campane alla fine del rito. Mi ha salutò gentilmente e poi se ne andò alla sua bancarella dove vendeva gingilli. Avevo imparato a salutare e pregare il Buddha, mi sentivo più completa ed avrei saputo cosa fare ogni volta entrata nella sua casa.

Bangkok Temple

In quel tempio sconosciuto di Bangkok

A Sukhothai ho continuato ad incontrarlo in ogni dove, prima di entrare nel parco archeologico finii in un tempietto in mezzo al lago dove pullulavano frasi dei suoi insegnamenti intarsiati sul legno ed appesi agli alberi. Ne incontrai uno enorme sul finire della giornata, dovetti alzar la testa per quanto era grande. E lui sempre con quel sorriso, ad infondermi pace e sicurezza e calma, ciò che cercavo, e che cerco sempre. Pace. Amore.

Sukhothai Messages Thai

Wat Si Chum Sukhothai Thailand

Wat Si Chum, Sukhothai

 

Buddha era ovunque.

Anche a Chiang Mai. 
Ogni giorno alla scuola di massaggio pregavamo prima di incominciare i nostri programmi. Ogni pomeriggio dopo la lezione andavo a salutarlo nei templi, con i riti che avevo imparato. Non ero – e non sono – diventata buddhista, amo l’arte, e amo visitare i templi anche dal punto di vista artistico, ma è ovvio che si incontra anche l’aspetto spirituale (come anche quando si entra in una chiesa cristiana), ed usavo compiere i gesti che mi avevano insegnato a Bangkok, per rispettarlo.

Ti riconosco, Buddha, ti saluto, ti rispetto e ti ringrazio per tutto quello che sto vivendo ora. 

 

Chiang Mai

Chiang Mai

Non l’ho visto però a Krabi, nè a Phuket. Ogni tanto scorgevo qualche tempietto degli spiriti, ma mai un tempio vero e proprio. Sarei voluta andare a vedere il Grande Buddha Bianco a Phuket, ma non ne ho avuto l’occasione, ma quando l’ho visto svettare su una montagna mentre andavo a Raya Island, mi sono sentita di nuovo tranquillizzare. Eccolo, è lì, menomale che c’è – pensai.

Quando tornai a Bangkok la prima cosa che feci fu rifugiarmi nel Wat Traimit, il Tempio del Buddha d’Oro, a Chinatown, quello fu l’ultimo tempio di Bangkok visitato prima di tornare in Italia. Fu un autentico sospiro di sollievo: il suo sorriso, la sua calma, la sua gentilezza amorevole mi hanno di nuovo calmata, ero stanca dal viaggio, alla fine ero tutta sola e mi mancavano gli affetti. Ad Ayutthaya l’ho incontrato ancora tante volte, nel Wat Mahathat per esempio, e lì mi fu stato detto di non fotografarmi in piedi al suo cospetto, ma solo accovacciata. Ho trovato tante statue, alcune con le teste del mozzate, e questo mi ha lasciata un po’ turbata, nonostante alcune fossero vestite di arancio e con incensi devozionali vicino. Le sensazioni che ho provato non sono state proprio come a Sukhothai.

 

Wat Traimit Bangkok

Wat Traimit Bangkok

 

Buddha ad Ayutthaya

Buddha ad Ayutthaya

Sapete che a giugno dell’anno scorso l’ho incontrato anche a New York? Al Metropolitan Museum, dove c’è una sezione archeologica tutta dedicata al Sud-Est Asiatico, e l’ho visto. Una statuetta proveniente da Sukhothai, e di nuovo sono stata investita dalla stessa calma e dalla stessa sicurezza che mi aveva infuso mesi prima in terra Thai. Pace. Amore. 

Buddha al Met (Fonte: http://www.metmuseum.org)

Continuo ad ascoltare e seguire i suoi insegnamenti.
Ma mi piacerebbe incontrarlo di nuovo sulla mia strada.
Magari in altre parti di Mondo.


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4 commenti su “Ho incontrato e conosciuto il Buddha

  • katyonabc

    Non sono mai stata nel sud est asiatico e vorrei tanto visitarlo. Mi affascina e attrae come una calamita, pur avendone solo letto. Anche io, come te, sono attratta dalla bellezza di un edificio, quindi che sia chiesa, moschea o tempio, non mi importa. Ed è naturale che entrando in un luogo sacro, qualsiasi sia (o non sia) la nostra religione di appartenenza, è bello farlo seguendo le usanze del luogo in cui ci si trova. Ed è importante conoscere un posto da tutti i punti di vista, compreso quello spirituale. Non pratico lo yoga (non ancora), ma mi sono avvicinata alla meditazione e quello che hai raccontato mi ha colpito. L’ho “sentito”. Grazie 🙂

    • Alessandra - Appunti di Consapevolezza L'autore dell'articolo

      Ti auguro di andare nel sud-est asiatico al più presto, perchè è in continuo cambiamento. Ti ringrazio per avermi letto, e sono tanto contenta di averti lasciato qualcosa. Grazie a te! Un abbraccio